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LA GAZZETTA - FIRENZE 13 Giugno 1990 CURARE LA FOLLIA CON UNA BELLA RISATA
SBARCA IN ITALIA LA TERAPIA 'PROVOCATIVA'

L'invenzione di un medico americano contro le malattie mentali. E' nata a Firenze l'unica scuola che insegna a guarire i malati di mente con l'ironia, l'umorismo e il paradosso, secondo quella che viene chiamata la 'terapia provocativa creata 27 anni fa negli Stati Uniti da Frank Farrelly.
La scuola comincerà ad operare ad ottobre presso la sede del Centro di Medicina Integrata diretto da Alessandro Vannucci, il neuropsichiatra che ha portato in Italia questo metodo che «raggiunge dei risultati sorprendenti, riuscendo a guarire casi di nevrosi considerati disperati».
«La terapia provocativa - spiega ancora Vannucci - riesce ad essere efficace perché, da un Iato, è una sintesi delle maggiori scuole di terapia esistenti oggi e, dall'altro, richiede un approccio più coinvolgente col paziente». Il terapeuta deve vincere la frustrazione, il blocco e la causa remota del male del suo cliente, anche con un ripetuto uso dell'ironia come mezzo per sfatare la gravità del problema. La scuola fiorentina è aperta a laureati in medicina e in psicologia e a managers che intendono imparare questo metodo per ripeterlo nel proprio ambiente di lavoro.
La terapia sarà discussa e approfondita nel corso di due seminari didattico-intensivi a numero chiuso che si svolgeranno al Residence di Ripetta, a Roma, dal 15 al 17 giugno prossimi e a Campagnatico (Grosseto) dal 25 agosto al 2 settembre.
A Roma sarà presente anche il professor Farrelly (che oggi, a 58 anni, non ha ancora perso il suo umorismo da irlandese purosangue) che spiegherà le cause che gli hanno permesso di guarire fino ad oggi sette-mila pazienti. «La tecnica provocativa - scrive Farrelly in un suo libro uscito anche in Italia - è basata su una affettuosa aggressività, su un sadismo gioioso col quale il paziente si trova ad essere sfidato al livello dei suoi stessi schemi di riferimento e, una volta spinto dall'analista a mettere in atto il suo comportamento autodistruggente, tenderà a migliorare».
La scuola italiana, prima e unica del genere in Europa, adotterà il metodo (che per evidenti motivi è modulato sul paziente americano) alla diversa cultura europea e italiana, valorizzando quella creatività ed intuizione che sono proprie del carattere mediterraneo. «Un arricchimento precisa il dottor Vannucci, che nel 1989 al Policlinico Gemelli di Roma organizzò il primo seminario di Farrelly in Italia - che rende questa terapia, già di tipo umanistico e basata sull'esperienza, ancora più efficace, vista la fantasia e il senso dell'umorismo di noi italiani».
Naturalmente, come ogni cura, anche questa non sempre riesce, ma di fronte all'insuccesso Farrelly non si scompone e usando il buonumore della sua terapia risponde: «Non sempre riesce, come non sempre vengono bene la torta di mele e il brodo di pollo».

CESARE PROTETTI